di Martina Gatti
Eraclito fu un filosofo che nacque intorno alla metà del sesto secolo a Efeso. A lui fu valso l’appellativo di oscuro in quanto molti suoi testi avevano la forma di veri e propri enigmi, tanto erano complessi da intendere.
Al centro del pensiero di Eraclito vi è l’idea che tutto sia in continuo mutamento. Eraclito disse infatti che non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume, perché l’acqua del fiume non è più la stessa e neanche noi siamo più gli stessi di prima; da qui deriva una concezione del fluire di tutte le cose, e l’idea che nulla rimane identico a sé stesso.
Questo concetto è riassunto da un suo discepolo, Cratilo, nell’espressione “pánta rheî” (“tutto scorre”), che invita a riflettere sul fatto che tutto cambia, nulla resta mai lo stesso, nemmeno noi.
Questa visione del mondo può apparire forse destabilizzante, perché tutti noi tendiamo solitamente a cercare certezze e stabilità; allo stesso tempo può essere una grande libertà, un sospiro di sollievo, perché “tutto scorre” significa riconoscere che abbiamo ancora possibilità di cambiamento, anzi la certezza di un cambiamento. Sapere che siamo esseri in continuo movimento significa che noi siamo davvero “qualcuno”, banalmente che ciò che ci piace ora potrà cambiare, ma soprattutto che la nostra persona potrà cambiare, che le esperienze ci cambieranno, anche solo un po’, e non smetteranno mai di formarci.
Un altro aspetto del pensiero di Eraclito è il rapporto tra gli opposti, egli infatti pensa che questi non si escludano, ma che si richiamino e si completino a vicenda: il male e il bene, giorno e notte, salute e malattia, vita e morte. Senza contrasto, infatti, nulla potrebbe cambiare. Quest’idea di pensiero ci fa riflettere sul fatto che anche ciò che appare negativo ha un ruolo fondamentale, perché contribuisce al cambiamento e all’equilibrio. Gli opposti non sono quindi nemici, ma parti integranti l’uno dell’altro. Questo significa che anche le esperienze negative, o “il negativo”, cioè ciò che ci appare come tale, può essere in realtà utile e portarci a un cambiamento, a qualcosa di diverso. Forse, inoltre, una cosa, esistendo, rende più importante il suo opposto; il dolore, per esempio, ci fa apprezzare di più la gioia, così come il buio rende più speciale le giornate di sole, la malattia ci insegna il valore della salute, il freddo rende più atteso il caldo e viceversa.
Eraclito ci insegna quindi che ogni esperienza ci cambia, ci forma, che abbiamo sempre la possibilità, o meglio la certezza, di cambiare e crescere, e che anche ciò che ci appare come “negativo” è importante e utile per un successivo cambiamento.
E se tutto scorre, tutto passa, cosa vuol dire? Che non bisogna mollare, perché anche i brutti periodi passano e torna la gioia.


