L’ultima notte della nostra vita

di Briselli Silvia

Immaginate di ricevere un giorno una chiamata nella quale vi dicono che quello sarà l’ultimo giorno della vostra vita. Ebbene Adam Silvera lo ha immaginato, anzi, di più, lo ha fatto vivere ai due protagonisti del suo romanzo intitolato They both die at the end, da noi uscito come L’ultima notte della nostra vita.

Il romanzo inizia a raccontare la vita di due giovani a partire dal 5 settembre, quando il servizio di Death-Cast contatta i due protagonisti della storia, Mateo e Rufus per comunicare loro che saranno destinati a morire nelle prossime 24 ore.

Mateo e Rufus, sono uno l’opposto dell’altro. Mateo ci viene presentato come un amante dell’ordine, delle regole, della solitudine e non ama lasciare la propria comfort zone, è un tipo paranoico e soprattutto ha paura di vivere la sua vita al massimo, ha un’amica in particolare che aiuta molto spesso.

L’altro personaggio invece è Rufus, un casinista, non segue le regole, ogni giorno si infila nei guai con la legge, sempre affiancato dai suoi più fedeli amici che lui considera come fratelli.

Bisogna però dire che i due ragazzi per adesso non si conoscono, ma qualcosa cambierà dopo che ricevono entrambi la chiamata di Death-Cast. Questa telefonata, infatti, porta i due ad iscriversi su un’app chiamata Last Friend, ovvero ultimo amico, e accade che una volta scaricata l’app i due iniziano a scriversi e per la prima volta si incontrano.

L’incontro avverrà sotto casa di Mateo, il quale era decisamente in ansia, ma allo stesso tempo non vedeva l’ora di conoscere questo suo ultimo amico. E proprio qui Mateo afferma

anche se magari mi sbaglio, il mio ultimo amico mi starà accanto a lungo

e mi vien da dire che è un bellissimo controsenso, e questa affermazione mi fa pensare che il loro ricordo vivrà anche dopo la morte.

Durante questa uscita sanno entrambi che il tempo a loro disposizione è davvero poco e che devono utilizzarlo al meglio, l’uno inizia a fidarsi dell’altro e soprattutto inizia a raccontarsi all’altro. A Mateo questa cosa spaventava, poiché non amava parlare di sé, era uno che preferiva ascoltare, Rufus invece ha una parlantina innata, infatti, sarà lui a mantenere vive le conversazioni e sarà sempre lui a prendere l’iniziativa di portare in giro Mateo.

Nel corso del racconto e delle ore, i due iniziano a rivelare sfumature di carattere che nemmeno loro forse sapevano di avere, Mateo inizierà ad essere più spericolato, vuole iniziare a provare il brivido dell’avventura, vuole iniziare a vivere in modo più menefreghista come aveva sempre fatto Rufus.

D’altro canto invece Rufus inizia a scoprire che anche lui ha paura, in fondo quella cosa chiamata “morte” alla quale era sempre stato indifferente inizia a spaventarlo, in fondo è ancora giovane…

Pensandoci la vita è proprio strana, ai due protagonisti ha regalato solo poche ore per poter stare assieme e tutta un’esistenza senza che nemmeno sapessero l’uno dell’altro, senza le emozioni forti che provano quando sono assieme. Forse è proprio questo il bello? Può essere bello sapere che tu vivi una vita senza aver bisogno di nessuno, poi però quando trovi “quella” persona, giusta per te, va a finire che il tempo che consumerete insieme, seppur poco, sarà quello speso meglio?

E se fosse proprio il brivido che provi quando sai che non hai nulla da perdere a farti capire come si vive? Come i due protagonisti che provano il paracadutismo e sentono il brivido di lasciarsi andare, di sentire che sapore ha davvero la vita, provano la vera sensazione di vivere, perché sentono che sono ancora vivi attraverso quel forte brivido.

Forse viviamo davvero soltanto quando non pensiamo alle conseguenze e forse è proprio questo che Adam Silvera vuole farci capire:

vivi e non pensare, sii spensierato, «diventa la persona che vuoi essere» dice Rufus scrivendo una lettera a Mateo.

Con questo libro posso dire che è come se crescessi tutto d’un tratto, ti fa aprire gli occhi sulla vita e soprattutto ti insegna che la morte non deve spaventarti, specialmente se vivi come hai sempre voluto.

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