di Camilla Pisi

Giorgia Semini (4^Q), Serena Subashi (4^Q), Angelica Cangiano (5^P) ed Agata Agnelli (5^G) sono le rappresentanti d’istituto dell’anno scolastico 2025/2026, elette dalla maggioranza degli studenti.
Agata Agnelli, portavoce del gruppo e rappresentante bis, ci svela i retroscena del suo ruolo, il rapporto con le altre ragazze e, perché no, alcuni lati di sé che non sono come sembrano.
Cosa ti ha spinto a candidarti come rappresentante di Istituto per la seconda volta?
Principalmente il mio desiderio di partecipare attivamente alla realtà scolastica e di interfacciarmi con i bisogni e le necessità degli studenti.
L’anno scorso ho ricevuto l’aiuto prezioso di Letizia Becchi (ex rappresentante di istituto ndr), che mi ha davvero supportato ed aiutato a non mollare, perché, nonostante si tratti di un impegno oneroso, ho ricevuto anche molte soddisfazioni.
Quest’anno ho conosciuto meglio Angelica durante le riunioni del comitato monteore e mi è parsa fin da subito la persona più adatta a svolgere il ruolo di rappresentate di Istituto; ne abbiamo discusso, abbiamo deciso di candidarci insieme e poi si sono aggiunte anche Serena e Giorgia.
Avere la fiducia degli studenti per la seconda volta è una responsabilità che ti rende orgogliosa oppure ti pesa?
Come ho detto prima, un rappresentate degli studenti svolge un compito complicato perché è impossibile accontentare le richieste di tutti, tuttavia credo che l’impegno che ci stiamo mettendo venga ricompensato dalla felicità degli studenti. Durante l’ultimo monteore ero impegnata a girare per le varie classi a controllare che tutte le attività si svolgessero correttamente e ho notato i sorrisi della maggior parte dei ragazzi, e questo non può che rendermi orgogliosa.
Ti definisci una leader di natura oppure ti piace differenziarti?
Mi definisco una persona abbastanza timida, fatico un po’ a parlare in pubblico, contrariamente a quanto si possa pensare, ma ammetto che il ruolo di rappresentante di Istituto mi ha aiutato molto sotto questo punto di vista, anche se ho sempre preso l’iniziativa ed espresso le mie opinioni, soprattutto nei gruppi più ristretti.
In realtà mi fa molto piacere ascoltare, cercare soluzioni e sono molto risoluta nel prendere decisioni, diciamo che non mi spaventa il confronto.
Voi rappresentanti siete quattro ragazze con idee diverse, ma cosa vi accomuna?
Sicuramente il desiderio di impegnarsi per cambiare ciò che non va, che non rispecchia gli studenti. Certamente il nostro è un impegno importante, ma siamo molto motivate, anche grazie al confronto costruttivo che c’è sempre tra di noi, che ci porta poi ad ottenere idee migliori.
Quali sono le vostre proposte da qui fino alla fine dell’anno scolastico?
La nostra linea è in realtà abbastanza “conservativa”, ma non mancano nuove idee soprattutto in materia di divertimento e socializzazione.
Come primo punto ci siamo imposte una riorganizzazione del monteore, per offrire più attività possibili in completa sicurezza, poi le annuali felpe del Canossa, feste e student party in discoteche e locali.
Tra le proposte già presenti anche negli scorsi anni, abbiamo deciso poi di mantenere l’iniziativa della Love Box in occasione di San Valentino, oltre che la festa dei cento giorni ed il ballo delle quinte prima della fine dell’anno scolastico.
Per quanto riguarda la questione del monteore, come pensate di strutturarlo in futuro per evitare eventuali irruzioni o problemi legati alla sicurezza?
Il monteore di Natale è stato un successo, abbiamo percepito una voglia da parte degli studenti di partecipare, proporre attività ed anche collaborare per la sicurezza; girando per le classi ho visto ragazzi sorridenti e divertiti ed è stata una vera vittoria.
Abbiamo deciso di aumentare le persone cui affidare il compito del controllo delle porte di ingresso e, sia gli studenti che i professori che si sono proposti per aiutarci, si sono rivelati molto attenti e fondamentali per il corretto svolgimento delle attività in totale sicurezza.
Quali sono i miglioramenti che vorreste apportare rispetto all’anno scorso?
A parte la questione monteore, ci piacerebbe che ci fosse una maggiore partecipazione da parte degli studenti soprattutto nell’esporre le loro perplessità, le loro richieste o magari nuove proposte da trattare in Consiglio d’istituto, anche tramite i social. Possiamo dire che una visione più aperta sarebbe fondamentale per capirsi meglio e per confrontarsi.
Avete mai ricevuto critiche per il vostro lavoro e, se sì, erano critiche costruttive oppure solo atte a screditare e sminuire il vostro progetto?
Critiche sì, non solo costruttive; purtroppo ci sono alcune persone che si lamentano, spesso senza proporre soluzioni; invece le critiche propositive accompagnate da spiegazioni ed idee più proficue le accolgliamo con grande curiosità e voglia di migliorare.
Invece avete mai ricevuto complimenti diretti?
Alcuni ragazzi ci hanno scritto messaggi per ringraziare il comitato monteore, ma io non voglio aspettarmi un “grazie”: sono una rappresentante d’Istituto e lo faccio perché davvero mi sento di poter aiutare gli studenti, non lo faccio semplicemente per ricevere conferme.
Per me è sufficiente vedere i ragazzi sorridenti camminare per i corridoi ridendo e scherzando, i ringraziamenti sono solo un’aggiunta inaspettata e non doverosa, è una soddisfazione ancora più grande.
Al netto dell’anno scolastico 2024/2025 e di questa prima metà dell’anno, pensi che abbiate soddisfatto le aspettative degli studenti oppure credi che ci sia ancora un margine di miglioramento?
Non c’è mai un punto di arrivo, ci sarà sempre qualcosa da migliorare, ma sono comunque consapevole del fatto che siano stati fatti passi avanti in un anno e mezzo, il che non è poco.
La mia speranza per il futuro è che noi rappresentanti continuiamo a sentirci vicine agli studenti ed ascoltate, è un duro lavoro, ma molto gratificante e contiamo di accogliere nel nostro comitato sempre più ragazzi con la volontà di confrontarsi e di condividere le loro idee per partecipare attivamente a quelle che sono ora come ora le necessità degli studenti.

