Microcamere ambienti under 20 -fotografia europea circuito OFF School

Microcamere ambienti under 20 è un progetto che si è tenuto nel mese di aprile allo Spazio Gerra di Reggio Emilia, all’interno delle molteplici iniziative del Circuito OFF School di Fotografia Europea, che ha visto la partecipazione attiva degli studenti del Liceo Canossa, Liceo Chierici e Bus Pascal.

“BLACK HOLE”
foto di Carlotta Menozzi – Liceo Canossa

Tema centrale dell’iniziativa, alla luce degli accadimenti caratterizzanti gli ultimi tempi, era di ascoltare e comprendere l’esperienza ed i sentimenti vissuti dagli studenti della città in epoca di pandemia. Nonostante le restrizioni sociali a cui siamo stati sottoposti in questi ultimi mesi di scuola, è stato significativo per molti ragazzi poter vivere in presenza questo incontro culturale presso lo Spazio Gerra, come un momento di solidarietà, di relazioni e di formazione. Di certo l’esperienza rimarrà impressa nella mente di questi giovani per molto tempo; dopo lunghi mesi di isolamento, agli studenti di queste tre scuole reggiane è stata data la possibilità di farsi sentire ma soprattutto di ascoltare le opinioni degli altri. Dei loro coetanei ma in modo particolare di personalità del mondo della politica e della cultura del territorio, che hanno saputo dare vita ad un dialogo incentrato sulla visione collettiva della situazione e delle problematiche di questo ultimo anno. Quest’epoca “Covid” difatti ha portato sofferenza, solitudine e confusione nell’animo degli adolescenti.

Mai come in questo periodo gli studenti di ogni età, ma in special modo chi sta vivendo gli anni della adolescenza, avvertono la necessità di avere punti di riferimento, mai allo stesso tempo l’esigenza di far circolare le proprie idee per riprendere quel dialogo tra generazioni che prima c’era e oggi non c’è più.

“ed é FEDE”
foto di Gulia Piccinno- Liceo Canossa

Alla luce di tutto questo, nella giornata dei lavori è apparsa di fondamentale importanza la presenza di Massimiliano Panarari, editorialista e docente universitario, dei curatori Lorenzo Imovilli e Stefania Carretti, e dei docenti coordinatori del progetto Erika Colaci ed Arianna Lerussi, e della psicologa Laura Di Mascolo.

Durante il dibattito un gruppo di studenti ha sottolineato l’importanza della socialità nella vita dei giovani e quanto questo periodo di Covid abbia diminuito se non annullato completamente i rapporti affettivi, che costituiscono una parte integrante e fondamentale della crescita. La giornata è stata poi animata dalle performance live di tre giovani musicisti reggiani, Omar, Thoe e Flow Nasa, accumunati da un unico credo: che l’arte in ogni sua forma, che sia essa artistica o musicale, ha sempre avuto la capacità di esprimere al meglio i disagi dell’essere umano, ed è anche attraverso questi mezzi di espressione che ogni ragazzo ha la possibilità di parlare al mondo.

“SLACCIATE LE CATENE, SONO PRONTA AL DECOLLO”
foto di Claren Kisson – Liceo Canossa

Mai come adesso c’è bisogno di porsi delle domande e di ricercare delle risposte a queste domande, ma nel silenzio assordante di un luogo vuoto e solitario che chiamiamo “casa”, è difficile trovare delle soluzioni; negli angoli bui delle nostre camere si nascondeva la nostra angoscia. Ma nelle parole di chi ci è sempre stato vicino e oggi lo percepiamo lontano, dei nostri amici e dei nostri professori, troviamo conforto e protezione, sperando di poterci guardare negli occhi, senza uno schermo a mascherare le nostre emozioni. Forse non sapremo come rispondere quando ci chiederanno cosa sogniamo di essere, forse non ci ricorderemo nemmeno più cosa sognavamo quando ancora avevamo la possibilità di guardare avanti con la speranza di poterci costruire un futuro.

Non siamo nulla senza i nostri sogni, e la paura del futuro non può bloccarci dal pensare al nostro avvenire; l’iniziativa Microcamere under 20 ha permesso agli studenti di riparlare dei propri sogni, dando vita a nuove speranze.

“L’UOMO NERO”
foto di Cecilia Cecchelani – Liceo Canossa

Mentre Camilla vorrebbe ritrovare un po’ di normalità, Greta sta imparando a convivere con la paura di perdere qualcuno di caro a causa del Covid, ed un’altra ragazza, Lucia, ancora si domanda se stia davvero vivendo o se sia solo viva; allora tutti sappiamo che soffrire fa parte della crescita, ma quando non si ha la possibilità di guarire, si rischia di rimanere bloccati nella propria angoscia, ed il passato diventa un fardello che ci trasciniamo a fatica, quando dovremmo invece essere liberi di guardare al passato con serena nostalgia e al futuro con coraggio. Camilla, Greta e Lucia rappresentano tutti noi quando ci parlano dei loro sogni e in particolare di un tipo di sogno: il sogno lucido.

Quando parliamo di sogno lucido, ci si riferisce a quel determinato tipo di sogno in cui è possibile rimanere coscienti e consapevoli mentre si sta sognando, attraverso l’esercizio è possibile perfino cambiare trama degli eventi. Si punta alla comprensione dell’illusorietà della realtà. Diamo molta importanza ad elementi della nostra vita senza accorgerci che siamo noi ad avere il potere su questi elementi, e non viceversa.

L’amore in ogni sua forma ci plasma inevitabilmente: l’amore per la vita, per noi stessi, per i nostri genitori, per i nostri amici, per ogni piccolo dettaglio della nostra quotidianità che dà colore alle strade e al cielo. Non siamo nulla se non possiamo godere di una giornata di sole, sperimentare le piccole gioie della vita, e tutta la nostra vita si riversa nel sognare i nostri desideri e nell’amare una vita che continua a passarci davanti.Allora ecco che è d’obbligo celebrare il sogno, l’amore e la vita, e nel momento in cui rivedremo i nostri più cari amici, come è stato in questa giornata culturale presso lo Spazio Gerra, potremo dare loro il sorriso più grande, come se fosse l’ultimo.

E’ possibile riascoltare la diretta dell’evento dell’11 aprile cliccando sul link:

https://alimentaricult.it/Microcamere

articolo di Nora Boccolini

foto articolo di Anna Bondavalli, “Drown all dreams so mercilessly and leave their souls to me

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